domenica 31 marzo 2013

Incontri e emozioni... Una giornata lunghissima


Ore 7 di mattina del 20 Febbraio, parte la sveglia del cellulare, il ritornello di “The flight of Apollo” degli Anglels & Airwaves mi sveglia da una delle dormite più belle degli ultimi mesi, sembra una cavolata, ma il proprio letto è unico e non c’è niente che lo possa sostituire, se poi ci aggiungiamo le fusa della mia gatta appena sveglio, capirete con che stato d’animo mi sono svegliato.
Faccio colazione con un caffè VERO!!! Ahhh le piccole gioie della vita come il caffè della mia macchinetta sono un toccasana per il mio umore che durante il viaggio è stato messo alla prova da sensazioni estremamente opposte.
Faccio un programma della giornata, le cose da fare sono tante, ma il clou arriva sta sera… Sta sera incontrerò gli amici degli scout!
Li avevo lasciati la mattina della mia partenza vedendoli sparire nello specchietto retrovisore della macchina, e l’idea di essere finalmente qui senza che nessuno di loro lo sappia mi mette un’adrenalina in corpo non indifferente.
Anzi, se devo essere sincero non è vero che non lo sa nessuno, c’è solo Anch che mi ha dato una mano a organizzare la sorpresa, in effetti non era pensabile cercare di fare una sorpresa ben riuscita senza coinvolgere nessuno, quindi grazie al suo prezioso aiuto è riuscita a riunire quasi tutti in una stanza con la scusa di una riunione.
Ma di questo ne parliamo dopo, la giornata è stata lunga, e ci sono tante cose da dire, partendo dalla paura di essere visto per caso in giro da qualcuno.
Non potevo restare tutto il giorno chiuso in casa, avevo un po’ di cose da fare, e non volevo bruciarmi un giorno per paura di essere visto. Quindi indossata la maglia con il cappuccio, e gli occhiali da sole esco di casa e mi dirigo alle gru, un centro commerciale vicino Torino.
Il problema di andare in giro è che a parte il camuffamento del volto, dovrei anche nascondere la macchina, è abbastanza riconoscibile, ma poi pensandoci su, credo che se qualcuno mi vedesse anche di sfuggita, non realizzerebbe che sono io sapendomi dall’altra parte del mondo.
Passata Buttigliera e Rosta alla velocità della luce mi concedo un giretto per Rivoli, tanto per sentirmi di nuovo del tutto in Italia.
Arrivo alle gru, che non sono ancora aperte e subito mi salta all’occhio la grande differenza tra il nostro mondo e quello australiano…
La fretta e lo stress delle persone. Sono davanti alle porte del centro commerciale ancora chiuse perché mancano 20 minuti alle 9, è un giorno in settimana comunissimo, niente di particolare, ma almeno una trentina di persone stanno aspettando nervosamente con i carrelli pronti a scattare al minimo cenno di movimento delle porte scorrevoli, gente che ha come hobby preferito il fatto di lamentarsi del freddo (arrivavi 20 minuti dopo e non lo pativi), gente che si lamenta del fatto che vedendo la gente che aspetta fuori potrebbero anche aprire un goccio prima (vorrei sapere cosa ne pensano se gli dicessero di fare lo stesso con il proprio lavoro).
Non c’è niente da fare, siamo di fretta, siamo stressati, e credo che in fondo ci piaccia, o meglio gli piaccia, dopo 6 mesi in Australia la mia pazienza è di molto aumentata, mesi addietro facevo gli stessi ragionamenti, ora mi siedo su una panchina al tepore del sole di una mattina di inverno divertendomi nel vedere come ci si lamenta contro tutto e tutti per il nostro stress, senza capire che per guardare il vero colpevole basterebbe posizionarsi davanti a uno specchio.
Giro nel supermercato, colazione con toast e spremuta, e poi faccio un giro a lavoro, mi fa strano entrare di nuovo in quel cancello dopo tutto sto tempo, prima ero arrivato al punto di odiarlo, ora è diverso, è il posto da cui è partito tutto, è grazie a quella ditta che ho voluto riprendere la scuola, diplomarmi e andare a studiare inglese all’estero. Senza di lei ora non sarei qui a scrivere un blog.
La prima persona che incontro è il mio capo-reparto, non mi stancherò mai di vedere le reazioni della gente… scena muta per qualche secondo, giusto il tempo di realizzare chi sono e che sono li, e poi scatta il sorriso e la fatidica domanda… “ma che ci fai qui??”
Due chiacchiere veloci e piacevoli e poi vado in reparto a farmi coccolare un po’ dalle mie colleghe. Inutile stare a ripetere la figata nel vedere le facce sorprese di tutte… ma la migliore rimane la reazione di Federica, non dimenticherò facilmente la rincorsa e l’urlo che ha fatto vedendomi.
Poi inizia il giro da tutti, saluti, abbracci e la stessa storiella raccontata almeno 80 volte, in quanto in orario di lavoro mi fermavo io da ognuno per non più di qualche minuto, e inevitabilmente le domande sono sempre le stesse. Quindi, se c’è qualcuno che sta organizzando un ritorno a sorpresa si munisca di storia pre-registrata, o di fogliettini scritti da distribuire a mazzi, sembra una cavolata, ma dire le stesse cose, dopo la ventina di volte diventa stancante.
Ma cazzate a parte, la cosa che fa più piacere è il sentirsi dire quanto il mio aspetto sia migliore, più rilassato, e… si, la mia risposta è sempre la stessa… Mai stato così bene!!!
Pranzo insieme alle colleghe più care, ultimo giro di saluti con la promessa di ripassare prima della nuova partenza e mi dirigo da mia zia.
Non sapevo bene come fare, con lei niente di programmato, non sapevo neanche se era a casa, ma la tentazione era troppo forte, arrivo sotto casa sua, suono e… SI!!!! Risponde!!!! Allora mi esce automatico un: “Sono uno che arriva da lontano!”
Per fortuna mi apre anche se non aveva capito chi ero, salgo le scale e la sua faccia è un’altra delle cose che sono salvate nella mia memoria a lungo termine.
La adoro mia zia, è una che mi ha sempre appoggiato in questo viaggio, e un caffè da lei ogni tanto è una bella valvola di sfogo al quale non so rinunciare.
Sto da lei un po’ di ore, per pranzo arrivano anche mio cugino e mio zio, salutati tutti e lasciato i souvenir vari, mi dirigo a Rivoli a trovare un’amica, una delle poche che sapeva del mio ritorno. Pomeriggio pacchiarella su una panchina al sole incredibilmente caldo per essere Febbraio.
Dopo di chè, sono passato da un’altra persona molto importante per questo viaggio e in generale per tutti i miei viaggi… Laura, la mia luce guida nel prenotare voli e viaggi da ormai 3 anni. Dalla mia seconda volta a New York mi ha dato una mano con i biglietti aerei per ogni mio spostamento, e ora che ci ritorno mi viene ancora in mente il giorno in cui sono andato da lei, e ho pronunciato la fatidica frase: “Un biglietto DI SOLA ANDATA per l’Australia”
Frase semplice ma che ti segna la giornata per sempre.
Lei insieme ai miei genitori e poche altre persone era a conoscenza del mio ritorno, quindi non è stata una grossa sorpresa dal momento in cui i miei genitori hanno prenotato il mio volo da lei.
Ma è stato bello passare a trovarla e lasciarle un ricordino australiano. E poi è una delle lettrici del mio blog più affiatate, ed è anche grazie a lei, che ho piacere a continuare questo blog, anche se ogni tanto lo lascio un po’ indietro.
Ma si è fatta sera, e sta per arrivare il momento più atteso della giornata.
Sono quasi le 9 di sera, l’ora dell’incontro con gli amici degli Scout.
Giro tra Rivoli e Ferriera aspettando il via libera di Anch.
…..
Sms ore 20.56
“Mancano Palma e Chiara, aspetta un attimo”
Sms ore 20.58
“Ci siamo tutti!!”

Non aspettavo che questo! Ora non si gira più in vano, la destinazione è certa, l’oratorio di Ferriera è li che mi aspetta, e tornare li davanti mi da le stesse sensazioni di quando ho varcato il cancello di casa, il timore che qualcuno esca per andare a prendere qualcosa in macchina e che faccia saltare la sorpresa è tanto, cerco di fare il più piano possibile, entro in oratorio e cerco di capire in che stanza sono.
Li sento, sono fuori dalla porta, sento le loro voci, questa sensazione è una figata pazzesca, non riesco neanche a descriverla a parole, dopo 6 mesi la maggior parte delle persone a cui voglio bene sono riunite dietro una porta a pochi metri da me e loro non sanno niente.
Aspetto un pochino, voglio godermi questa piccola morsa allo stomaco che chissà se mai riproverò.
Poi mi decido, apro la porta e esordisco con un: “Scusate, sono un po’ in ritardo!!!!”
Da quel momento è un crescendo di emozioni.
Prima reazione: Silenzio assoluto e sguardi da salmone affumicato per 3 o 4 secondi buoni.
Dopodichè, è il macello!!
L’unica cosa di cui mi pento è di non aver filmato la scena, dalle facce incredule, a quelle stupite, a quelle gioiose fino a quelle che sono diventate incredibilmente rosse!!!
Ma poco male, quel momento è ben registrato nella mia memoria, e non si cancellerà facilmente.
Giro di abbracci, souvenir, e racconti vari. Io per tutta la sera mi guardo attorno, un po’ stordito dal fatto di essere di nuovo in mezzo a quelle persone che non vedevo più da mesi, è una sensazione stupenda che per un attimo mi fa dimenticare di essere lontano da Brisbane e da quella vita che negli ultimi mesi era diventata la mia routine!
Per fortuna o per sfortuna quella sera la riunione che doveva essere finta, in realtà c’è stata davvero, perché non si poteva trovare un altro momento con tutti presenti, ma è andata bene, perché era una riunione durante la quale avremmo analizzato tutti i programmi dei partiti politici presenti alle elezioni che da li a qualche giorno avrebbero coinvolto il nostro………….. Bel Paese……………
E’ stato molto utile in quanto durante questi 6 mesi lontano dall’Italia non mi ero informato troppo su cosa succedeva nel mio Paese, sapevo solo quelle pochissime cose che arrivavano anche in Australia.
Finita la riunione me ne sono andato a casa, soddisfatto dalla serata, felice di aver rivisto in una giornata sola tutte quelle persone, orgoglioso di aver scatenato le reazioni che ho scatenato, e pieno delle belle sensazioni provate.
Ma devo ammettere che dopo la riunione sui partiti, e dopo aver letto i programmi elettorali, mi sono proprio reso conto di quanto siamo indietro come Paese, e che nonostante tutti i pregi e le belle cose che abbiamo sul territorio, la mentalità italiana è la nostra rovina.

Milano - Torino il ritorno!!


E’ andata…
Anche questo lungo volo è finito, arrivato in ritardo per colpa della coda a Dubai.
Già quando ci avviciniamo all’Italia inizio a sentire una sensazione strana, un mix tra felicità e tristezza. Nessuno la prenda a male, ma se possibile è uno dei momenti più contorti degli ultimi mesi, da una parte sono stra-contento di rivedere la mia famiglia, i miei amici, la mia terra, ma dall’altra non riesco a non pensare a Brisbane e a tutto quello che ho trovato, le persone, i luoghi che in questi mesi hanno fatto parte della mia vita, regalandomi il privilegio di avere un secondo posto al mondo da chiamare casa!
Ma non è tempo per i pensieri contorti, siamo sopra Milano, città grigia, città italiana, con tutti i difetti che Brisbane non aveva, ma che sorvolata di notte, tutta illuminata, resta una distesa di gemme dorate a perdita d’occhio. Volare rende tutto molto più bello!
Atterriamo…
Accendo il telefono con la sim italiana, quanto tempo è passato dal giorno che l’ho tolta dal cellulare…
La vodafone mi manda un messaggio di bentornato in Italia, ok, non sarà il messaggio di un amico, ma fa piacere leggere un ben tornato appena toccato il suolo.
Esco dall’aeroporto, trovo i miei genitori li ad aspettarmi…
Sono sempre colto da una strana sensazione in quel passaggio dal ritiro bagagli alla sala degli arrivi. Sapere che dietro quelle porte scorrevoli opache c’è qualcuno che ti aspetta non ha prezzo, se poi è qualcuno che non vedi da mesi, almeno di persona, è ancora meglio.
Saluti, baci e abbracci, e si parte, direzione casa, quella ufficiale, ma prima due cose… finalmente metto il culo su una macchina, e si parte con il primo giro di sorprese, prime vittime… Alice e Alberto.
Ah… FINALMENTE FA FREDDO!!!!! Mamma mia che bello uscire all’aperto e aver bisogno di una giacca, vedere il tuo respiro, sentire il freddo sulla pelle… una sensazione che a Brisbane provavo solo nella cold-room del ristorante.
Ora la situazione si fa pesante, essere tornato, ma non poter aprire facebook, non poter commentare per paura che si veda la tua posizione, saranno due giorni difficili, restare nascosti finchè non sono riuscito a salutare tutti.
La strada scorre veloce, finalmente dopo 6 mesi guido di nuovo, la mancanza di una macchina si è fatta sentire. Si, ok, in Australia ho guidato la volta che sono andato a Noosa, ma non è stata tutta sta grande strada, e a parte quello, erano 6 mesi che non toccavo un volante.
E ora si inizia con uno dei momenti che mai dimenticherò…
La prima faccia sorpresa da quando sono arrivato. Arrivo a casa di Alice e Alberto, loro stanno aspettando i miei che avevano detto di fare un salto con qualche scusa, suono il citofono, la gola è un po’ chiusa dall’emozione, non vedo l’ora di vedere i loro occhi…
Alice apre il cancelletto di casa, salgo le scale e la trovo a metà tra riso e pianto, la abbraccio, e capisco quanto mi sia mancata.
La cosa bella di essere tornato a sorpresa, è la faccia che la gente fa quando ti vede, e vedere la reazione delle persone che ti vogliono bene è una delle cose più fighe al mondo. Credo che almeno una volta nella vita tutti debbano provare questa sensazione… IM-PA-GA-BI-LE!!!!
Fattostà che dopo i primi momenti di confusione, si calmano gli spiriti, e passiamo un’oretta a contarcela, e poi via dritti a casa.
Più ci avviciniamo a casa, più i paesaggi si fanno familiari, e anche se notte, e anche se nebbioso, inizio a rendermi conto di essere di nuovo in Italia, di essere di nuovo a casa.
E il momento in cui arrivo davanti al cancello di casa, inevitabilmente la mente mi va alla scena finale del signore degli anelli, quella in cui Sam arriva a casa, abbraccia moglie e figlie e dice: “Sono tornato”…
Ok, ok… Lui è partito per un viaggio della madonna senza sapere se tornava vivo in mezzo a orchi, terre selvagge e Mordor. Io sono andato in Australia (che diciamocelo, un po’ terra selvaggia lo è) in una casa con tutti i comfort e tutte le sere l’avventura più esaltante era tornare a casa dal Down Under a piedi, ma adesso non fermiamoci su questi dettagli inutili.
Non vedevo l’ora di tornare a casa, anche perché così avrei potuto coccolarmi di nuovo la mia gatta, mi è mancata molto, e appena mi ha visto era spaventatissima, non mi avrà riconosciuto, ma le è bastata un’oretta con me nel suo vecchio appartamento per tornare a dormirmi attaccata la notte, che per altro data la temperatura, così schifo non faceva.
Ammetto che è stato anche bello rivedere il mio appartamento, tutti i miei oggetti, è stato un po’ come fare un tuffo nel passato, ma un tuffo di quelli piacevoli. Il tutto condito dalla consapevolezza che nel giro di tre settimane sarei di nuovo partito, lasciandomi nuovamente tutto alle spalle, ma questa volta era una sensazione positiva, ci sta il ritorno a casa, ma giusto come “vacanza” dall’Australia, e poi via di nuovo nella terra dei canguri a proseguire la mia avventura.
Stanco ma non troppo da tante ore di volo, ma con il cuore leggero di chi ha riabbracciato persone a cui vuole bene, me ne vado a letto, nel MIO letto, con il MIO cuscino sotto la testa, che i giorni seguenti saranno abbastanza impegnativi, ma soprattutto molto divertenti!!!

Back in Italy!!!!


Ebbene si…
Qui è il 18 Febbraio, è l’una di mattina, sono in aereoporto a Brisbane e sto per tornare a casa!
Fa un certo effetto, da una parte sono contento, rivedere famiglia, amici, mangiare finalmente cose buone che per ora sono solo un lontano ricordo…
Ma c’è una parte di me che ha buttato via tutta la malinconia uscita nei post precedenti, e ora mi ritrovo qui, a vedere in lontananza il magnifico, seppur piccolo, skyline di Brisbane e penso che per quanto faccia piacere ritornare a casa, la mia vita ora era qui, i miei amici, le mie abitudini, i miei scazzi, le mie ciucche, le mie risate… e mi rendo conto che mancherà, si perché in 6 mesi ho rivoltato la mia vita come un calzino, ho conosciuto gente da tutto il mondo, stretto amicizia con persone che come me, erano lontane dalla propria famiglia, in una città nuova, dove iniziare una nuova vita, una città che dopo sei mesi è un secondo posto da chiamare CASA.
Mi fa un po’ impressione se ci penso, mesi fa mi giravo le vie su google earth e ora le conosco come le mie tasche, credo di aver macinato più chilometri a piedi e in bici Brisbane in 6 mesi che a Torino in 25 anni.
Mi mancherà questa città, anzi no, mi manca già… Ma è ora di prendere l’aereo.

Rieccomi qui.
Ok, io sarò sentimentale, sarò esagerato, dite quello che volete, ma a me la lacrima al decollo è scappata, un po’ per la felicità di aver nuovamente tre sedili liberi a disposizione su un aereo che sembra un grand hotel con le ali, un po’ perché sono proprio triste. Sta sera salutare i miei amici dopo una cena con le contro palle al Campo dei Fiori non è stato facile.
Si, lo so, tra 3 settimane sono di nuovo qui, è solo una vacanza dall’Australia, è vero, ma fino a un certo punto. Nel senso che quando tornerò, non mi fermerò molto a Brisbane, solo qualche giorno, poi come alcuni già sanno, con Luca vogliamo affittare una macchina e farci un giro su tutta la costa est, su fino a Cairns, poi tirata unica fino a Sydney, e poi su di nuovo a Brissie. Dopodichè New Zeland!!!!!!
Ora direte, e con questo programma sei pure triste?
YEP!!!
Perché il problema è solo uno, si sta chiudendo l’ennesimo capitolo della mia vita, e quando tornerò, sarà ora di dire addio a molte persone, anzi no, proprio a tutte quelle conosciute fino ad ora. E il solo pensiero mi manda ai pazzi.
6 mesi… sono passati 6 mesi, la prima metà del mio visto è andata, e con lei tutte le esperienze vissute, belle, brutte e neutre!
Non ce la faccio ad essere del tutto felice e sereno, questi 6 mesi sono una parte indelebile di me che mi porterò dietro finchè campo, e non credo di esagerare dicendo che gli ultimi 8-9 mesi, si meritano il posto più alto del podio nella classifica “Periodi migliori della mia vita”.

giovedì 7 febbraio 2013

Pensieri delle 4 di una notte buia e tempestosa



Rieccomi qui, dopo molte settimane a rispolverare il blog, che cavolo, rileggendo i primi post mi rendo conto di quanto il mio impegno è andato scemando, ma come ho già detto, la vita qui è entrata in un circolo vizioso di routine che grazie al lavoro non mi permette di vivermi troppe esperienze “sensazionali” da meritarsi un post sul blog.
Ma oggi è diverso, o meglio, no, oggi è esattamente un giorno come un altro, ma con qualcosa di diverso in me.
In questi giorni mi è capitato spesso di parlare con gente che è appena arrivata qui, o con gente che ha il pallino di partire come me per la Down Under Land.
E non so come mai, ma specialmente sta notte mi sono ritrovato a pensare a quello che mi sta capitando, cosa sto vivendo, e mi è tornata l’ispirazione per buttare giù due righe.



Cominciamo con il fare un bollettino sanitario, le ultime due settimane sono state terribili, ho avuto mal di gola, febbre e male al ginocchio, e tutto ciò mi ha costretto a letto per una settimana intera e la seconda settimana comunque sia resegato in casa la sera senza la possibilità di uscire. Quindi questa settimana ho proprio voglia di rimediare un po’ alla calma forzata dei giorni precedenti.
C’è da dire che il tempo non aiuta, come in molti hanno letto, gran parte dell’Australia, e il Queensland in generale, sono stati sommersi da un’alluvione abbastanza importante, e non è ancora finito del tutto il brutto tempo, il peggio è passato, il fiume è tornato a livelli di guardia, i detriti diminuiscono ogni giorno, ma almeno una volta ogni due giorni piove e la temperatura per fortuna è un po’ calata, siamo attorno ai 20 gradi, una gioia per me che con i 39 di tre settimane fa non riuscivo proprio a stare.
Ma non perdiamoci in chiacchiere, ieri sera mi è tornata l’ispirazione per scrivere perché come ho detto mi sono trovato più volte negli ultimi giorni a parlare da “esperto” a gente che aveva bisogno di informazioni, e mi sono di nuovo ricordato di dove sono, ho pensato alla mia vita, e allo stile di vita che sto tenendo qua quando messaggiando con la mia migliore Amica le ho detto che per l’ennesima volta dormivo sul divano di Luca, che per altro è il divano del mio primo appartamento a Brisbane, della serie gira che ti rigira sempre li finisco. Ora mai credo che quel divano mi ha accolto più volte del mio letto.
Si perché è proprio questa la figata di cui parlavo nei miei messaggi, abitando lontano dal centro, e essendo i trasporti inesistenti dopo mezzanotte e mezza, mi sono trovato molte volte a restare a casa di amici a dormire, e più ci penso, e più mi piace sta cosa. No non sono masochista, non preferisco dormire su un divano piuttosto che nel mio letto, ma più volte mi sono trovato a paragonare la vita qui a quella che facevo in Italia, che non è una cosa da fare, non si possono paragonare, però dopo un po’ è inevitabile, e boh… è proprio uno stile di vita che mi piace, in italia non esiste questa cosa, ed è un peccato, perché è davvero una figata uscire la sera, tornare a casa e prima di andare a dormire passare la nostra classica oretta a parlare di tutto e di più bevendoci ancora qualcosina tanto per tenere occupato il fegato che sia mai che si riposi troppo…



E in più devo dire che qui ho trovato una grande persona con cui ho legato molto, ed è proprio con lui che passo le ore a parlare di quando saremo tutti e due tornati nelle rispettive case, dei progetti futuri, di tutte le cose che dovremo fare una volta che ci vedremo in madrepatria, delle sciate, delle ragazze, della vita in generale…
Serenità…. Non esiste una parola più azzeccata per descrivere questo mio periodo. Sono ubriaco di vita, sono ubriaco di Australia, con i suoi pregi e difetti, sono ubriaco punto e basta.
E poi la sensazione di fare da maestro a chi è appena arrivato, ahhh è qualcosa di fichissimo, che vi devo dire, mi accontento di poco.



Ieri sera nell’appartamento di Luca sono arrivate due ragazze spagnole e abbiamo passato qualche ora a spiegargli come funziona la vita qui, il costo estremamente alto della vita, i trasporti, la vita notturna, e sta mattina le ho accompagnate per il centro a fargli vedere dove andare a fare la spesa, i posti più economici e i posti da evitare come la peste, ed è stato bello perché mi sono reso conto che questa è la mia vita attuale, Brisbane è la mia città, un posto da chiamare casa, e che se anche ogni tanto diventa difficile sentirla propria, alla fine finisce sempre per farmi capire che mi ha accolto a braccia aperte, non mi ha regalato niente, mi ha dato anche qualche batosta, ma quelle piccole cose che mi sono conquistato adesso me le godo alla grande.
Io non so come siano le altre città, non conosco Sydney, Melbourne, Adelaide o via dicendo, quindi non posso fare paragoni, ma dentro di me so che a Brisbane, un po’ come a New York, ci ho lasciato un pezzo di cuore, e che sarà fottutamente dura da lasciare quando arriverà il momento.



Nei prossimi giorni ci saranno degli aggiornamenti freschi freschi che richiederanno un post, quindi restate collegati che il prossimo articolo non si farà aspettare troppo…

Cheers